Tonalità: un abito da indossare

Spesso si vuole cantare il proprio brano preferito nella tonalità “originale”… soprattutto poi se ci sono note particolarmente acute e quindi “difficili”. Ma questo sarebbe un po’ come scegliere il modello di un abito e volerlo indossare a tutti i costi nella taglia di chi lo indossa già… se no l’abito è meno bello. Fatte salve alcune considerazioni di fondo, in particolare se si suona accompagnati non da una base, ma da musicisti veri, si deve certamente tenere conto delle loro esigenze tecniche. Per questo motivo a volte adattare la tonalità di un semitono, può essere ragionevole… ma rimane il fatto che non è vergognoso cantare un brano in una tonalità anche molto diversa. Nonostante certe abitudini di pensiero molto “popolari”, non “vince” chi canta più in alto. La composizione è come un vestito… lo si può indossare in tanti modi ed in tutte le stagioni !
Per esempio le tonalità delle versioni proposte di “Cry Me a River” sono tutte diverse e vi posso assicurare che la scelta è stata da questo punto di vista assolutamente casuale!
Per curiosità ho riportato le tonalità a fianco dei singoli interpreti… la presunta partitura originale (dal Real Book) è Cm … ma nessuno la canta in quella tonalità !  🙂

Consapevolezza

Parlare, prima ancora di cantare, è una pratica istintiva. Impariamo un linguaggio per imitazione e spesso quando parliamo ci sembra di “non fare nulla”, tanto è scontato poterlo fare. Salvo poi scoprire che in determinate circostanze sentiamo la voce affaticata, ma non sappiamo bene perché, né sappiamo cosa fare. Un primo approccio un po’ più consapevole allo strumento potrebbe essere quello di provare a pensarlo nelle sue diverse parti anatomiche… dal basso verso l’alto. Dove comincia e dove finisce lo strumento? Cosa fa parte realmente dello strumento? Dal punto di vista prettamente meccanico, quali sono le parti del nostro corpo che permettono al suono di essere generato e messo in risonanza? Dov’è la laringe ? Cos’è? Quali sono le sue funzioni ?
Il problema è che molte di queste “parti” non sono visibili, ma spesso nell’elenco mancano anche le parti visibili e palpabili… sintomo evidente di scarsa consapevolezza.

Lo strumento fantasma

Cantare è da sempre una pratica istintiva… noi emettiamo suoni in modo spontaneo e naturale, ma nessuno ci ha mai detto come fare.  Anche chi intraprende un percorso di studio spesso non si rende abbastanza conto che lo strumento va percepito, perché è uno strumento “fantasma”… A nessuno verrebbe mai in mente di suonare uno strumento che non solo non si vede, ma addirittura non si può toccare… Eppure a tutti piace cantare e tutti in qualche modo ci provano… per imitazione. La percezione dello strumento diventa un passaggio fondamentale ed inevitabile per riuscire a controllarlo in modo più preciso e consapevole.