La voce e il canto: armonia nel corpo accordato

R.Demo - Renata SciarrettaIl corso si basa su 6 incontri di 2 ore ciascuno (primo modulo). Durante la prima ora vengono proposti esercizi per ripristinare una corretta ventilazione, per recuperare lunghezze muscolari adeguate e schemi motori corretti, sotto la guida di Renata Sciarretta, mentre durante la seconda ora, Roberto Demo proporrà una serie di esercizi pratici sull’uso della voce, dal parlato al canto fino alla coralità.
Il corso è rivolto a chi fa della voce e del canto un mezzo essenziale per esprimersi e lavorare (cantanti, attori, insegnanti), a tutti coloro che desiderano potenziare, irrobustire e sfruttare al meglio lo strumento vocale, ma anche a chi desidera avere chiavi per conoscere l’intelligenza del corpo, la sua struttura e la sua logica di progettazione, allo scopo di sviluppare la capacità di gestione della propria articolarità e possibilità di movimento in vista di un autentico benessere.

Max 8 partecipanti.
Sede: C.so Dante 32, Cuneo.
Giorno ed orari in base alla disponibilità dei partecipanti.
Il costo complessivo, in convenzione con BorgoContemporanea, è di 140 euro.

Per ulteriori informazioni ed iscrizioni:

348/0702384 (Renata Sciarretta)
info@borgocontemporanea.it      www.borgocontemporanea.it

328/2311080 (Roberto Demo)
info@robertodemo.net    www.robertodemo.net

Circlesongs

Esistono molti generi musicali e molte tecniche di canto che permettono di ottenere il suono più adatto per il genere che si intende interpretare, ma esistono anche delle modalità di canto dove non è importante il timbro o una tecnica particolare, ma semplicemente “essere strumento” disponibile a creare substrati vocali insieme ad altri coristi.
Il “direttore” di coro inventa (improvvisa) una linea melodico-ritmica e la suggerisce al gruppo intero oppure ad una sezione del coro, per esempio quella dei tenori. I tenori ascoltano attentamente la frase (solitamente di 1-2 misure) e iniziano a cantarla ad libitum e continueranno a cantarla finché il direttore non ne suggerirà una nuova. Nel frattempo il gioco si ripete con le altre sezioni del coro e nel giro di qualche minuto si creano substrati vocali davvero molto suggestivi, in cui ciascuno partecipa secondo le proprie capacità. Le frasi si sovrappongono e si fondono insieme con incastri ritmici ed armonici dando vita a vere e proprie piccole composizioni improvvisate. che vengono ripetute per alcuni minuti. Queste sono le “Circlesongs”. Bobby McFerrin con il suo Voicestra (coro di 12 elementi) è sicuramente il maggiore interprete di questa tecnica di canto corale, tanto divertente, affascinante e… liberatoria. Questa improvvisazione corale a cappella infatti, permette di creare sonorità ipnotiche, oniriche … un po’ magiche, nelle quali ciascun corista è anche libero di muoversi con piccoli gesti o movimenti più danzati.  Un modo per ascoltare ed ascoltarsi, in cui è possibile fare un percorso quasi terapeutico nella ricerca del qui e ora. E’ una modalità che può essere esercitata in due o tre persone, così come con un centinaio di coristi o più. Non ci sono limiti, non ci sono controindicazioni. Bisogna provare !  Farete un esperienza indimenticabile !

Cantare per non russare…

Più volte abbiamo sottolineato come la pratica del canto favorisca il benessere sotto svariati punti di vista. Da una ricerca svolta in Inghilterra emergerebbe che la ginnastica canora è utile ad attenuare o addirittura ad eliminare il russamento…
Leggi l’articolo

Cantare in coro allunga la vita…

Non “una telefonata” (come diceva la pubblicità di un noto gestore telefonico qualche tempo fa), ma “cantare in coro” allunga la vita. Questa è la conclusione di una ricerca scientifica svedese apparsa recentemente su diverse testate.
Nel caso ve la foste persa, vi segnalo il link per andare a leggerla…
Vi aspetto tutti quindi alla ripresa dei corsi di coro e di improvvisazione a cappella, dalla prima settimana di settembre.

Cantare tiene lontana la demenza…

Secondo uno studio inglese partecipare a gruppi canori migliora i problemi comportamentali e psicologici, la capacità di svolgere le normali attività quotidiane e il livello cognitivo.
Leggi l’articolo dal Corriere della Sera

 

 

Improvvisamente canto !

Improvvisazione vocale a cappella. Ascoltare e lasciare che i suoni si sovrappongano liberamente, creando substrati vocali ritmici, armonici e melodici … Una nuova esperienza per cantare insieme liberamente, senza necessariamente essere dei “cantanti”, ma semplicemente “strumenti” a disposizione della Musica.

Lunedì 15 luglio alle 21 presso l’Associazione Passi di Pace, c.so Casale 311 bis, Torino.

Mercoledì 17 luglio alle 21 presso il Seminario Vescovile, via Amedeo Rossi 28, Cuneo.

Iscrizioni via email: info@robertodemo.net   oppure telefono 328/2311080

Si è da poco conclusa la decima edizione di Voci Audaci 2013, ormai consueto appuntamento annuale con l’improvvisazione a cappella, tipica del Voicestra di Bobby McFerrin e di We Be Three, vale a dire Rhiannon, Joey Blake e David Worm, collaboratori di McFerrin e ormai consueti docenti di questi corsi.
Dopo la bella esperienza di cinque anni fa, sono tornato ad improvvisare con loro e a respirare quest’aria di libertà espressiva vocale, ma non solo. L’esperienza si è confermata davvero entusiasmante e ho deciso di avviare un nuovo corso a Torino ed a Cuneo in cui sviluppare questa modalità di espressione per la quale non è necessaria alcuna tecnica vocale particolare, ma piuttosto la disponibilità ad essere strumento espressivo a disposizione della musica. Un percorso quindi meditativo, terapeutico per migliorare le proprie capacità di vivere il presente, ponendosi innanzitutto in ascolto e quindi partecipando alla creazione della musica senza alcun preconcetto estetico, semplicemente respirando l’energia delle circlesongs e delle interpretazioni più estemporanee. Canto armonico, ritmico e melodico con il solo scopo di ascoltare e seguire Il flusso energetico che si crea nel gruppo nota dopo nota, respiro dopo respiro.

Mali di stagione

La stagione fredda spesso porta raffreddori, tosse, influenze, con inevitabili cali di voce più o meno gravi. Per me il periodo peggiore è sempre la fine dell’inverno-inizio primavera. Quasi ogni anno in questo periodo devo sottopormi a cure specifiche, più o meno drastiche, a seconda degli impegni lavorativi imminenti. Non ho ricette particolari, ma cerco sempre di privilegiare i “rimedi della nonna” a cominciare da lunghi suffumigi con acqua e bicarbonato. Tanto propoli in ogni forma: dalla caramelline da sciogliere in bocca, allo spray per il mal di gola, alle gocce (che ho scoperto utili anche per la tosse). Poi Paracetamolo in dosi massicce e, in caso di particolare produzione di muco, Fluimucil (bustine o aerosol). Se poi la voce è ancora troppo “in cantina”, vado con i gargarismi (Erisimo “l’erba del cantante” in tintura madre 30 gg in un bicchiere di acqua tiepida… da bere dopo il gargarismo) e con pastigliette omeopatiche a base di erisimo ed altre “erbette” …
Questo è ciò che faccio io… ma ovviamente il vostro medico di fiducia vi saprà dire di più. 
In ogni caso valgono sempre due regole tanto banali quanto efficaci: massima tempestività (prima ci si decide a curarsi, prima si guarisce) ed assoluta determinazione nel voler guarire rapidamente. A qualcuno sembrerà banale (chi non vorrebbe guarire rapidamente?), ma troppo spesso la malattia viene “subita” e… si aspetta che passi, invece di “combatterla” !

Ascoltare la musica: cosa e come ascoltare

Quanto è difficile ascoltare… ascoltare davvero! Si sente tanta musica, spesso in sottofondo per avere una sorta di compagnia, ma la si ascolta poco. La musica è indubbiamente un modo per trovare svago, per evadere, ma l’ascolto spesso non è adeguato. Un ascolto di qualità dipende non solo da cosa, ma anche da come ascoltiamo. E proprio su questo secondo aspetto, merita fare una riflessione: la vendita dei cd diminuisce, la musica si scarica più o meno selvaggiamente (senza rendersi neanche più conto che per gli autori questo può essere un danno che alla lunga può rivelarsi irreparabile!) nei formati più diversi e spesso più “leggeri” (mp3) in modo da farne stare di più sullo stesso dispositivo (come se avessimo bisogno davvero di ascoltare migliaia di brani nella stessa giornata o settimana). Più leggeri significa con meno “armonici” e quindi di peggiore qualità, anche se ad un primo veloce ascolto questo sembra essere trascurabile. Le cuffiette poi sono ulteriormente di scarsa qualità e quello che arriva alle orecchie è in certi casi davvero pessimo. Poco alla volta però ci si abitua… e non deve meravigliare quindi che le suonerie vengano ascoltate più dei cd. La fruizione della musica ed il benessere che ne consegue, non è solo una questione di melodie, ritmi ed armonie. Le frequenze degli strumenti ben registrati ed altrettanto bene riprodotti, permettono di ricevere una sorta di ulteriore godimento profondo, se ascoltate live o in impianti di buona qualità. Basti pensare che negli esercizi di musicoterapia gli mp3 sono banditi. Ci sarà un perché…

Regalatevi una canzone

Non importa se pensate di poterlo fare bene o meno. La tecnica non conta. Conta il fatto di farlo, di provarci. Quando è stata l’ultima volta in cui avete cantato una canzone a qualcuno? … proprio per lui o per lei ? Ed a voi stessi ?  Vi cantate una canzone ogni tanto, tutta per voi ? 
E‘ una coccola irrinunciabile.  Volersi bene è fondamentale per volere bene anche agli altri !

Canta che ti passa

“C’è un’antica e dimenticata medicina che i dottori dovrebbero prescrivere ai pazienti quando compilano la ricetta: cantare due volte al giorno, magari dopo i pasti. Il canto ha proprietà terapeutiche straordinarie, non solo perché, come scriveva De Cervantes, spaventa le malattie e le fa fuggire, ma anche in quanto contribuisce ad aumentare l’autostima, il benessere e la felicità.
Il canto favorisce l’aggregazione sociale ma fa bene al cuore, alla respirazione, all’apparato muscolare superiore, alla circolazione sanguigna e alla mente. Pazienti vittime di infarti o di disturbi cardiaci hanno confermato che cantare li ha aiutati nel recupero dalla malattia e cliniche psichiatriche hanno scoperto che fare parte di un coro aiuta in molti casi i ricoverati più dell’analisi junghiana.